Il mio viaggio in Terra Santa da Pellegrino

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Stefano Petrillo, Luogotenente per l’Italia Centrale, insieme al Gran Priore Coadiutore della Luogotenenza Mons. Edoardo Aldo Cerrato, ha guidato un gruppo di Membri della sua Luogotenenza in pellegrinaggio in Terra Santa dal 28 agosto al 1° settembre, in un periodo storico in cui i pellegrini esitano a intraprendere questa esperienza a causa dell’imprevedibilità della situazione nella regione, dando così una testimonianza di quanto ciò sia fattibile e soprattutto importante per i fratelli e sorelle cristiani che hanno bisogno di sentire il sostegno della Chiesa Universale.

 

Il pellegrinaggio in Terra Santa è sempre un’esperienza che rimane nel cuore!

Dal 28 agosto al 1°settembre ho avuto la possibilità di tornare nella Terra di Nostro Signore e ripercorrere le strade da Lui già percorse.

Non abbiamo voluto, come Luogotenenza per l'Italia Centrale, effettuare un viaggio turistico, con tutti i confort, ma abbiamo voluto realizzare un pellegrinaggio, in maniera semplice, concentrando la nostra attenzione sulla spiritualità e sui Luoghi Sacri.

Oltre ai Luoghi Sacri abbiamo anche voluto incontrare, avendone una grandissima necessità, i nostri Fratelli Cristiani che abitano questa meravigliosa terra, incrociando i nostri occhi con i loro occhi, parlandoci con gli sguardi e gli abbracci.

Anche il percorso seguito, concordato con Opera Romana Pellegrinaggi, ha avuto la sua importanza in quanto è stato un viaggio di avvicinamento costante a Gerusalemme, partendo da Nazareth, passando per Tiberiade e Gerico per poi visitare Betlemme ed infine Gerusalemme dove tutto si è compiuto e da dove tutto è iniziato.

È stato un crescendo di emozioni che hanno raggiunto il loro apice con l'ingresso solenne nel Santo Sepolcro.

Appena arrivati in Israele ci siamo recati a Nazareth dove abbiamo alloggiato nel Casa Nova, una struttura molto accogliente, posta dinanzi alla Basilica della Annunciazione.

Ci siamo subito “lanciati”, quasi abbandonando le valigie in albergo nel corridoio di entrata, nella Basilica per portare, ciascuno di Noi, il proprio saluto riconoscente alla Vergine Maria, con gli occhi fissi sulla Grotta della Annunciazione, la Casa di Maria.

Ci è sembrato doveroso ma soprattutto spontaneo, portarci immediatamente lì per ringraziare della possibilità di essere riusciti a tornare in Terra Santa. Per me, personalmente, per la decima volta.

Tutti i partecipanti si sono letteralmente commossi dinanzi alla grandezza dei luoghi ed al significato spirituale che li contraddistingue.

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Il giorno successivo abbiamo celebrato nella Basilica superiore, avendo dinanzi agli occhi il bellissimo mosaico posto nell'abside e contornati dalle immagini della Vergine Maria realizzate dalle varie nazioni del mondo, ognuno con il proprio stile.

Non è mancata anche una successiva ed ulteriore visita alla Grotta sottostante.

Da lì ci siamo recati a Tiberiade dove abbiamo visitato Tabga, il Primato di Pietro e nel pomeriggio Carafarnao e Gerico.

Oltre ad avere intimamente, ognuno di Noi, la sensazione che quei luoghi ci attendessero, siamo stati anche accolti in maniera calorosa dalle persone che lì vivono e che, a causa della situazione bellica, da tempo hanno serie difficoltà economiche e che quindi vedono con speranza il ritorno dei Pellegrini.

Nel tardo pomeriggio siamo poi arrivati a Gerusalemme con una immensa gioia nel cuore.

Dopo aver preso posto nella struttura Casa Nova, di recente ristrutturazione e situata nella città vecchia, ci siamo immediatamente immersi tra le vie ricche di storie, contraddizioni, spiritualità diverse, professate in maniera multiforme.

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L'indomani ci siamo recati sul Monte degli Ulivi, ove abbiamo sostato all'Ascensione per poi recarci al Dominus Flevit, raggiungere il Getsemani e celebrare nella Basilica della Agonia la Santa Messa facendo ognuno di noi propria la enorme sofferenza provata in quei luoghi da Nostro Signore!

Il pomeriggio è stato invece trascorso a Betlemme ove abbiamo potuto ammirare la Basilica della Natività, scendere nella Grotta ed inginocchiarci dinanzi alla Stella argentea, nonostante tale luogo aprisse solo un’ora al giorno in ragione dei lavori di ristrutturazione del soffitto ancora in essere sino al gennaio prossimo.

Come già avvenuto per i luoghi in precedenza vissuti, abbiamo avuto la assoluta facilità di poter entrare più volte nella grotta, nel tempo concesso, perché eravamo soli, troppo soli!

In quella basilica da sempre eravamo stati abituati ad attendere, a fare lunghissime file, alcune volte anche a sgomitare un po’ per poter tenere il proprio posto....

Questa volta la Basilica era solo per Noi!

Alla iniziale felicità di non dover attendere o “lottare” per poter raggiungere il prima possibile la grotta, immediatamente è però subentrato un senso di tristezza, di dolore, anche di smarrimento.

Tutto era cambiato rispetto a prima, non c'era nessuno. Il luogo ricadeva in un silenzio innaturale.

Anche i sacerdoti ortodossi sempre presenti non c'erano.

Quindi seppur fosse identica la gioia di potersi inginocchiare sulla Stella, l'ambiente vissuto era particolarmente triste, troppo silenzioso, privo di vite in quanto privo dei Pellegrini e quindi di chi, con la sua presenza, porta una testimonianza concreta e porta aiuto!

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Tali altalenanti emozioni, hanno poi raggiunto il loro apice in occasione della visita all'orfanatrofio Hogar Niño Dios, avvenuta nel pomeriggio.

Lì abbiamo incontrato alcuni dei 41 bambini oggi ospitati e curati con amore dalla Suore che ci hanno descritto, quasi per ognuno di loro, le ragioni della loro presenza.

Abbiamo conosciuto situazioni familiari assolutamente inimmaginabili, vicende personali che ci hanno toccato profondamente e ci hanno colpito in maniera indelebile.

Siamo stati dinanzi alla perfetta rappresentazione del dolore umano, delle cattiverie umane, delle aberrazioni più assurde commesse dagli uomini.

Da tali accadimenti, però, sono nati dei doni meravigliosi, questi bimbi stupendi che hanno bisogno di noi, sempre.

Ma il loro bisogno non è limitato ad un discorso di natura economica, anche questa serve certamente!

Il loro bisogno è quelle di poter ricevere una carezza, un sorriso, di poter incrociare il loro sguardo con il nostro e darci loro, paradossalmente ed in maniera inaspettata, la serenità proveniente da un cuore puro! Il loro!

Dopo tale emozionante visita abbiamo poi avuto la possibilità di recarci nell'Istituto Effetà, dove ci sono i bambini con problemi uditivi ai quali si insegna comunque a parlare.

Le cure loro applicate con amore ed una tecnologia assolutamente all'avanguardia, permettono loro di riconsegnargli un futuro, una vita!

Abbiamo visionato insieme alla Superiora ed alla eccezionale Suor Ginnetta, il video da loro predisposto che ricapitola in maniera eloquente ed esaustiva le storie, gli accadimenti e come il dono della parola riacquistata restituisca loro la dignità di essere umani!

Abbiamo potuto apprezzare e toccare con mano quanta necessità ci sia di aiutarli, soprattutto con amore.

Ci siamo emozionati nel vedere quei giovani ragazzi e ragazze riacquistare uno dei sensi fondamentali che permette loro di poter essere di nuovo vivi e riavere un futuro!

Il tutto grazie al costante aiuto di molti benefattori tra i quali anche l'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme!

Siamo tornati a Gerusalemme avendo fatto queste due esperienze dirette, avendo toccato con mano la assoluta efficacia dell'aiuto, della premura e dell'affetto che, sia da vicino che da lontano, donano loro una speranza di vita!

Anche il giorno successivo è stato ricco di emozioni.

Ci siamo recati di buon’ora sul Monte Sion.

Abbiamo visitato il Cenacolo, dove abbiamo pregato, cantato e reso lode al Signore.

Abbiamo visitato la Dormitio Mariae e ci siamo poi recati a celebrare la S. Messa nel Cenacolino.

Il pomeriggio siamo poi stati ricevuti al Patriarcato Latino di Gerusalemme ove siamo stati accolti da S.E. Rev.ma Giacinto Boulos Marcuzzo.

Molti Cavalieri e Dame che si recavano per la prima volta a Gerusalemme hanno ricevuto la Conchiglia del Pellegrino a suggello del loro primo viaggio in Terra Santa.

Nel tempo successivo, presso la Basilica Concattedrale, sempre dinanzi al Vescovo Marcuzzo, al nostro Gran Priore Coadiutore, S.E. Rev.ma Mons. Edoardo Aldo Cerrato ed al sottoscritto, ognuno di Noi ha rinnovato la Promessa come appartenenti all'Ordine.

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Il culmine del Pellegrinaggio è stato poi l'emozionante Ingresso Solenne nel Santo Sepolcro ove, guidati dai frati che hanno intonato il Te Deum, siamo entrati nel Santo Sepolcro indossando i mantelli e le insegne, sostando silenziosamente in preghiera dinanzi al Sepolcro vuoto.

Lì ognuno di Noi ha potuto avere ben chiara la missione che la appartenenza all'Ordine comporta, ricevendo ciascuno di Noi una nuova forza ed un maggiore entusiasmo nel prenderci sempre e costantemente cura della Terra Santa e dei Fratelli Cristiani che la abitano.

Ognuno di Noi ha avuto molto tempo per sostare in questo luogo ricco di spiritualità, emozioni e comprendere appieno la nostra provenienza lì, dove tutto è iniziato!

Il giorno successivo abbiamo celebrato di buon’ora la S. Messa nel Santo Sepolcro avendo poi la possibilità di visitare tutti i luoghi in esso presenti, con rinnovata emozione e forza!

Al termine ci siamo recati presso l'aeroporto di Tel Aviv ove siamo stati poi imbarcati sul volo di ritorno verso Roma.

Ognuno di Noi ha fatto tante esperienze!

Io, sempre nuove e sempre più belle!

Prima di tutto quella profondamente spirituale; ma anche quella umana che ci ha permesso di comprendere appieno la assoluta necessità di essere presenti fisicamente nei Luoghi Santi, sostenendoli concretamente sia con l'aiuto economico ma anche con l'amore che ciascuno di Noi prova verso tali luoghi.

Il Pellegrinaggio svolto è stato arricchente, eloquente ed ha chiarito definitivamente la nostra missione di Cavalieri e Dame e si è svolto in maniera assolutamente serena, senza alcun pericolo per la nostra incolumità, non avendo mai avuto momenti di tensione derivanti dalla situazione socio politica oggi presente in Israele, confermandoci, ancora una volta, nella considerazione che la Terra Santa sia un luogo nel quale ci si reca per una inspiegata necessità di esserci, fare esperienza ed iniziare una lunga storia d'amore, che mai finirà.

Stefano Petrillo

(Settembre 2026)