L’istruzione restituisce speranza a Gaza

La vita riprende nella Parrocchia di Gaza grazie a una scuola e a un asilo

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10_scuola a Gaza Grazie alla parrocchia cattolica di Gaza, i giovani cristiani e i loro vicini musulmani hanno potuto non solo sopravvivere alle restrizioni imposte dalla guerra, ma anche ritrovare la speranza grazie alla riapertura delle strutture scolastiche, come ha mostrato la visita del Patriarca di Gerusalemme alla fine del mese di giugno 2026.

In un paesaggio profondamente segnato dai conflitti e dalle devastazioni, nella città di Gaza sta per compiersi un importante passo avanti verso la rinascita. Il Patriarcato Latino di Gerusalemme sta guidando un’iniziativa fondamentale per ripristinare l’istruzione della prima infanzia, offrendo speranza e un concreto ritorno alla normalità alle comunità più provate della regione. Grazie alla progressiva riapertura di questa grande rete scolastica di Gaza in due sedi adiacenti, questo progetto si configura come una testimonianza della resilienza umana e del potere duraturo dell’amore e della solidarietà.

L’escalation del conflitto a partire dall’ottobre 2023 ha provocato il collasso totale dei servizi educativi, lasciando oltre il 60% dei bambini in età scolare senza accesso all’istruzione e mettendo centinaia di migliaia di giovani menti a rischio di gravi ritardi nello sviluppo. Prima della guerra, la rete educativa cattolica gestiva tre scuole di rilievo aperte a famiglie di ogni provenienza: la Scuola della Sacra Famiglia nel quartiere di Rimal, la Scuola del Patriarcato Latino nel quartiere di Zeitoun e la Scuola delle Suore del Rosario. Con l’aggravarsi della crisi, questi luoghi sono stati riadattati, fungendo per oltre due anni da rifugi essenziali per gli sfollati interni.

Attualmente è in atto un profondo cambiamento, che segna il passaggio dalla sopravvivenza alla rinascita. Il fulcro istituzionale di questa missione è la Scuola Latina, situata all’interno del complesso della Parrocchia Sacra Famiglia a Zeitoun, che sta via via abbandonando il suo ruolo di rifugio per riprendere la sua funzione educativa originaria, preparandosi ad accogliere circa 850 studenti. Contemporaneamente, il progetto si sta espandendo in una seconda sede adiacente: l’edificio recentemente ristrutturato, situato a circa un chilometro di distanza. Questa sede satellite dedicata fungerà da asilo sicuro e specializzato e accoglierà almeno 150 bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni.

Radicato nei valori universali della pace, dell’accoglienza e della dignità umana, questo progetto rappresenta l’essenza stessa della solidarietà umana. Va oltre gli aiuti di emergenza per investire nella costruzione intellettuale ed emotiva di un futuro migliore. Fondamentale per questa ripresa è la presenza di educatori qualificati. Attingendo a una rete consolidata di insegnanti esperti, la scuola garantisce che questi bambini non siano semplicemente accuditi, ma siano davvero seguiti. Inoltre, riconoscendo il profondo impatto psicologico di una guerra prolungata, il Patriarcato Latino di Gerusalemme sta integrando un supporto psicologico essenziale. Attraverso routine strutturate, giochi creativi e assistenza professionale, l’iniziativa affronta direttamente il trauma sconvolgente vissuto dalle vittime più giovani, aiutandole a elaborare la loro realtà e a ritrovare un senso di infanzia normale.

La sicurezza rimane il pilastro fondamentale dell’intera operazione. In una città in cui le infrastrutture sono gravemente compromesse, il Patriarcato Latino di Gerusalemme sta mettendo a punto un sistema di trasporto scuolabus sicuro e dedicato. La rete di scuolabus colmerà il divario tra gli accampamenti degli sfollati o gli alloggi provvisori e l’ambiente protetto delle aule scolastiche, garantendo che il percorso verso l’istruzione non avvenga a scapito della sicurezza personale.

Nel fornire e garantire il servizio di scuolabus, il progetto elimina un enorme ostacolo psicologico per le famiglie che desiderano tornare alla normalità, ma che rimangono paralizzate dalla paura dei pericoli di un territorio frammentato. Questa ancora di salvezza logistica non si limita a collegare punti su una mappa, ma crea un corridoio di assistenza indissolubile in cui i bambini sono protetti dalle ostilità esterne dal momento in cui lasciano le loro famiglie fino al loro rientro in totale sicurezza. All’interno di queste mura, l’istruzione diventa una forma attiva di costruzione della pace, dove il rispetto reciproco e la guarigione mettono radici.

L’impatto di questa riapertura si sta già facendo sentire in tutta la comunità, suscitando una profonda gioia nei cuori sia dei bambini che dei loro genitori. Per le madri e i padri, vedere i propri figli salire sullo scuolabus con lo zaino in spalla, invece di affrontare un’altra giornata di incertezza e disorganizzazione, porta un senso di sollievo e dignità. Per i bambini, l’aula offre un rifugio fatto di sorrisi, interazione con i compagni e scoperta. Sostituendo i suoni della distruzione con il vivace brusio dell’apprendimento, il Patriarcato Latino di Gerusalemme sta dimostrando che anche dopo l’oscurità più profonda, la vita, la pace e la speranza possono riaffiorare in un modo meraviglioso.

 

George Akroush
Direttore dell’Ufficio Sviluppo
Patriarcato Latino di Gerusalemme

(Luglio 2026)